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System Architect, le competenze e l'esperienza, dai mainframe a Windows Server

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di su 1st February 2010 di 14:31 (2680 Visite)
Molto spesso dietro un Nickname o un Avatar si possono nascondere pregi o difetti, ma non si puo nascondere cio che si è o cio che si fa nella vita "reale". Questa doverosa premessa è dovuta a cio che sto per descrivere, lasciatemi il termine, con orgoglio. Eravamo 3 perfetti sconosciuti quando su DriverItalia ci siamo conosciuti, Ceccus, Max ed io. Tutti avevamo dei trascorsi molto diversi, ma con la passione nelle vene per l'informatica. Abbiamo creato dal NULLA PcTrio che abbiamo portato, con successo, sulla scena Internet sin dal 2004 con le sole nostre forze, fisiche ed economiche. Oggi la realtà di PcTrio è misurata anche da motori di ricerca come Google e dagli utenti che ci seguono. Ovviamente NON posso dimenticare chi quotidianamente spende il suo tempo per PcTrio nel Forum, ovvero i Supermoderatori. Ma passiamo all'oggetto di questo articolo, ovvero ai System Architect, cosa sono e cosa fanno ce lo illustra il sito HostingTalk.it che per l'occasione ha intervistato Ceccus, che in MPS (Monte dei Paschi di Siena) ricopre questa mansione.

Cosa fa esattamente un System Architect? Quanti di voi lo sanno realmente? La risposta ce la da direttamente David Cecchi, alias Ceccus, un noto frequentatore di HostingTalk.it fin dai primi mesi di attività. Sulla nostra community è noto per essere un esperto di Windows, ma non basta dire che si tratta di un lavoro, prima di tutto c'è la passione di chi fin dalla tenera età ha iniziato a lavorare su sistemi e linguaggi diversi.

L'intervista di oggi è particolarmente interessante: David oggi è appunto un System Architect all'interno di MPS (Monte dei Paschi di Siena), uno degli istituri bancari più grandi d'Italia, e tra le sue responsabilità ci sono una serie di interventi ingegneristici su prodotti a noi poco conosciuti, come i mainframe, ancora molto usati nel mondo delle banche, dove la potenza di calcolo e la latenza nella gestione delle transazioni sono fattori fondamentali. Ho chiesto a David di raccontarci tutto il suo percorso, dagli studi fino all'esperienza lavorativa, lasciando che fosse lui a introdurci al mondo Windows, ai mainframe e a tutto quello che un system architect si trova a maneggiare tutti i giorni.

Uno spazio anche per il suo Pctrio.com, portale tecnologico che oggi ha raggiunto il successo con oltre 2000 utenti attivi, e per il quale David ci fornisce uno spunto per parlare di webhosting dedicato.

Di seguito l'intervista a David.

Ciao David e benvenuto su HostingTalk.it, per noi che lavoriamo su HT da tempo non è un problema dire chi è "Ceccus", ma per gli altri utenti si, ci racconti chi sei e di cosa ti occupi?

Ciao a tutti! Ceccus, alias David Cecchi, nasce in quel di Piombino nel "lontano" 1967 e, fin dall' età di 15 anni si avvicina al mondo dei computer; completa gli studi superiori e poi inizia quelli universitari all'Università degli Studi di Siena laureandosi in quella che una volta era definita "Laurea Breve" in Ingegneria Informatica.

Tralasciando il servizio militare che viene comunque svolto in un reparto tecnico informatico (il S.E.D.A. ovvero Servizio Elaborazione Dati Aeronautica il che mi permette di trovarmi a contatto con realtà diverse dal mondo "scolastico" ...) comincia la mia "formazione professionale" incentrata quasi sempre in ambito bancario, prima in CRF per ben 4 anni e poi successivamente in MPS (intervallata per 6 mesi con impiego all' interno del Centro Elettronico della Piaggio aPontedera) dove , attualmente , sono impiegato al Servizio Architetture Sistemi Centrali con il ruolo di System Architect, essendo passato per altri ruoli, ultimo e abbastanza importante quale responsabile dello sviluppo della Sicurezza logica del Gruppo MPS (applicazione Nuovo Controllo Accessi , interamente progettata e sviluppata dal sottoscritto in collaborazione con il "mio" team che ringrazio per la pazienza che ha avuto nel lavorare con me!). Direi che è tutto!

Qualche settimana fa abbiamo "piazzato" sotto al tuo nick il titolo di Windows Evangelist, più che meritato direi. Dove e quando inizia questo amore per il mondo MS e quale è lo studio che sta dietro questo livello di conoscenze?

Devo dire che il mio "rapporto" con Microsoft è si di "amore" , ma anche di "odio" perché ritengo di essere , forse, uno dei pochi che si permette dicriticare, anche pesantemente, i prodotti e le tecnologie che la Micorosft , di volta in volta, ci "trasmette".

In ogni caso, il "rapporto" inizia in modo approfondito al MPS, quando nel
1995, anno della mia assunzione, parte il progetto di integrazione del S.I.
di Banca Toscana con quello del MPS. Qui nasce questo rapporto, fatto, soprattutto, dal tempo personale speso per effettuare prove su prove e da corsi di formazione professionale che l'azienda non lesina nei miei confronti e nei confronti dei miei compagni di viaggio. Si sta parlando degli anni che vanno dal 1996 al 2000, anni in cui ho anche contatti stretti con personale Microsoft e di canali preferenziali della loro assistenza. Questa formazione non si è mai interrotta del tutto, ma questo inizio ha sicuramente influito molto sulla mia formazione professionale in campo Microsoft.

Quanto è contata la tua preparazione ingegneristica e quale pensi sia il suo apporto in quella che poi è stata la tua formazione sul campo?

Dunque, purtroppo (e lo dico con rammarico) la scuola italiana, ancorchè
di livello universitario è molto lontana dal mondo reale del lavoro e questo comporta una difficoltà maggiore quando ci si inserisce in realtà medio grandi. Quelle piccole sono più flessibili e quindi, dal mio punto di vista, hanno un vantaggio e cioè che si possono modellare attorno alle persone che hanno a disposizione, le grandi assolutamente no.

Gli studi sono comunque importanti per definire le basi, i concetti primari
e , se fatti bene, dovrebbero portare a ragionare in un determinato modo.
In definitiva, lo studio conta certamente, però anche l' esperienza sul campo , lo stare a contatto con altre persone che hanno già avuto a che fare con problematiche "importanti" è sicuramente uno stimolo alla crescita professionale e, se si incontrano sul proprio cammino le persone giuste, è veramente possibile, anche in breve tempo (qualche anno) diventare competente su tematiche molto specialistiche.

Ci dici di cosa si occupa esattamente un System Architect all'interno di una struttura come quella citata?

Bella domanda. Vediamo di rispondere in modo semplice ma al tempo
stesso esaustivo. Il ruolo del System Architect, in realtà molto grandi, è quello di intervenire in tutti i nuovi progetti (e anche nelle re-ingegnerizzazioni di quelli esistenti) per decidere , congiuntamente ad altre strutture (DBA, TLC, Sistemi ...) le modalità con cui il nuovo progetto dovrà essere inserito all' interno dell' infrastruttura aziendale.

Con modalità intendo il livello di collocazione (Mainframe/Dipartimentale) , i DB utilizzati (Oracle piuttosto che DB2 UDB/Z/os) , gli Application Server, le modalità di colloquio (Sincrone/Asincrone/Disconnesse) e via dicendo.

Ovviamente, per fare questo occorre grande esperienza lavorativa e una
conoscenza approfondita dell' infrastruttura tecnologica aziendale.

Il tuo rapporto con Microsoft ti ha dato ovviamente modo di vedere spesso le soluzioni migliori nei prodotti di MS, vi sono esempi di integrazioni con altri ambienti che vengono richieste anche all'interno del tuo lavoro di tutti i giorni? Vi sono quindi ambiti in cui si deve usare Linux o Unix?

E' vero quello che dici, ma vorrei dire che non solo ho visto le
migliori, ma ho visto anche le peggiori, tecnologie date come vincenti e poi praticamente quasi dimenticate. Detto questo, certo che vi sono esempi in cui i vari sistemi convivono,anzi , è così che deve essere se si vuole utilizzare al meglio la tecnologia. Abbiamo Application Server Linux su cui gira JBoss e Application Server Windows su cui gira Websphere e, naturalmente Com+/IIS.
Questo per dire che non bisogna mai "chiudersi a riccio" su di una sola
determinata tecnologia, ma sperimentare anche le altre e utilizzarle dove
effettivamente danno vantaggi.

Senza dimenticare poi, che se l' azienda acquista un pacchetto "chiavi in
mano" , la tecnologia in cui è sviluppato il pacchetto è quella e se è
Linux/Java , bisogna per forza di cose integrarlo nell' infrastruttura. Non puoi non farlo!

Questo per dire che non esiste la "miglior tecnologia" a livello assoluto, ma esiste sicuramente la tecnologia che si adatta meglio all' obiettivo prefissato anche in relazione ai costi che un' azienda deve sostenere per utilizzare tale tecnologia.

Mainframe, è un mondo sconosciuto al 99% dei nostri lettori, ce lo racconti in poche righe? Cosa sono oggi i mainframe?

I Mainframe, questi "sconosciuti", è chiaro che un semplice privato non potrà mai avere a disposizione una simile potenza di calcolo e quindi, la scarsa diffusione di conoscenze in questo ambito deriva sicuramente da questo. E non solo i privati, perché i costi che devono essere sostenuti per il mantenimento di un sistema Mainframe sono veramente elevati. Si parla di circa 1200 Euro a MIPS erogato (il MIPS è l' unità di misura della potenza di calcolo). Noi, in azienda ne abbiamo circa 38.000 di MIPS, è facile quindi fare il calcolo approssimativo del costo. Detto questo, il mainframe sicuramente è una tecnologia basata su di un hardware particolare a grande scalabilità, efficienza, sicurezza e grado di parallelizzazione, dove "convivono" nello stesso istante processi di natura batch (elaborazioni massive scatenate o manualmente o da schedulatori automatici come OPC) e di natura TP, ovvero le "classiche transazioni" la cui durata è solitamente di alcuni millisecondi.

All' interno di un mainframe , poi, possono esistere più partizioni e ogni partizione può assolvere compiti diversi e può avere S.O. diversi (si va dal classico MVS a Linux for Z/os a Unix ...)

Praticamente, detto in pochissime parole : un Mainframe è SICURO, AFFIDABILE, POTENTE e SCALABILE. I principali "attori" in un sistema mainframe sono : MVS (S.O nativo) , CICS (il TP Monitor per eccellenza) , TSO (gestore risorse e utenze), RACF (gestore sicurezza), OPC (schedulatore processi) e i vari gestori archivi, vedi DL/I (Data Base gerarchico ... non più in grandissimo uso), DB2 (Data Base relazionale), e VSAM (tipologia di files più o meno organizzati (ESDS, KSDS, RRDS))

Quello che non compensa l'università in termini di esperienza è probabilmente dato dalle certificazioni, a partire da quelle MS, quale è la tua opinione in merito? Sono necessarie per salire di grado in conoscenze e ruolo?

Beh, le certificazioni sono importanti (Microsoft e Cisco sono, forse, quelle più significative), tuttavia da sole ritengo che non bastino a formare pienamente uno specialista. Sono sicuramente una buona base di partenza, anche se personalmente ritengo che un percorso che porti ad una o più certificazioni debba essere affrontato quando si hanno già delle conoscenze di base della materia, questo per comprendere appieno ciò che necessariamente la certificazione richiede. E poi, come sempre, direi una buona dose di determinazione in quello che si fa, questo a mio avviso, è essenziale e, se possibile, divertirsi anche nell'espletare il proprio lavoro.

Gli esempi fatti sulla necessità di un'apertura a diverse conoscenze sono utili, cosa consiglieresti a chi deve formarsi oggi in questo campo? Quale formazione o strada seguire?

Devo dire che è molto difficile , oggi, essere "pronti ad ogni evenienza", però, se dovessi scommettere su qualcosa punterei decisamente nell'ambiente degli Application Server , ovvero di quello strato di Middleware che consente poi alle applicazioni vere e proprie di essere integrate nelle logiche aziendali e di funzionare in ottiche transazionali. Fanno parte di questa categoria il Websphere e Jboss per l' ambiente Java , e Com+/IIS per l' ambiente Microsoft.

Poi, se mi dovessi formare e avessi come target le grandi aziende, punterei
sul discorso Integrazione, ovvero come far interagire fra loro il mondo "legacy" e il mondo nuovo rappresentato dall' ambiente dipartimentale (Server Linux/Unix, Microsoft). Praticamente il lavoro del System Integrator. Questi, secondo me, i 2 "filoni" interessanti.

Virtualizzazione, quale è la tua opinione e quale l'utilizzo di questa tecnologia in contesti lavorativi come il tuo?

Beh, per la virtualizzazione bisogna, a mio avviso, scindere in 2 momenti differenti l' approccio che ne è derivato, ovvero, prima dell' introduzione della Tecnologia VT e dopo.

Prima che i processori avessero al loro interno direttamente le primitive per virtualizzare, diciamocelo chiaramente, la virtualizzazione era solo un
"esercizio di stile" o poco più, performances alquanto scarse e vantaggi
alquanto nulli se non quelli di risparmiare qualche server (sempre ammesso
che le performances fossero state accettabili).
Con l'introduzione delle logiche a livello hardware la musica è cambiata e non poco. Le performances sono ora molto migliorate ed è possibile effettivamente ridurre il numero dei Server presenti in un data center. Ovviamente, per compiti molto gravosi, il "ferro fisico" rimane ancora insuperabile , specialmente se le applicazioni che vi sono installate richiedono molta potenza elaborativa e fanno molto I/O verso il sottosistema disco (locale o remoto che sia).

Prima di arrivare a parlare del tuo piccolo progetto personale, vorrei chiederti se hai una idea o una visione sul settore hosting e servizi italiano e se hai avuto modo di conoscere altre realtà

Rispondo dal basso, nel senso che non conosco approfonditamente realtà al di fuori di quelle Italiane, però un' idea me la son fatta ed è questa : in Italia, siamo molto malati di "esterofilia", anche da noi vi sono aziende serie che lavorano a prezzi di mercato e che offrono, quando serve, assistenza anche non dovuta. Questo dovrebbe essere considerato positivamente, invece noto che spesso e volentieri diventa quasi una colpa. In definitiva, ci sono operatori Italiani sicuramente all' altezza ; quello che penso non sia all' altezza è proprio "il mercato", ovvero coloro che acquistano i servizi. Ecco, questo mi sembra non all'
altezza del resto di Europa e degli Stati Uniti, ma cadiamo in un altro discorso.

Pctrio.com, una community che guidi da tempo e che ha raggiunto
dei buoni numeri. Due parole in merito, anche sulla adottata soluzione per l'hosting

PCTrio.com nasce nel lontano 2004 da una costola di Driveritalia , ovvero dalla volontà di 3 Utenti che , di comune accordo decisero di mettere in piedi un proprio sito di divulgazione Informatica.

Da quel momento, di strada ne è stata fatta tanta. Ora la community conta
più di 34.000 Utenti di cui quasi 2000 attivi. Siamo passati da hosting
condiviso a hosting "casalingo", ovvero con 1 server connesso ad Internet
tramite ADSL, ad un contratto di co-Location presso uno dei più grandi
provider Italiani.

Attualmente abbiamo 3 server di proprietà, in housing, così strutturati : 1 Server che funge da firewall , 1 server che gestisce la componente web e 1 server che gestisce i DB. Ovviamente , fra il Server Web e il server DB abbiamo un ulteriore firewall "di perimetro". In totale, la nostra "potenza di fuoco" è di 10 "motori" (alias CPU) di classe XEON così ripartiti : 4 sul firewall, 2 sul web, 4 sul DB. Utilizziamo sia Linux che Windows Server regolarmente licenziati, tutti a 32 bit. Per la RAM il taglio minimo è di 2GB (sul Server Web e Firewall) per arrivare a 4GB sul Server DB. I backup dei DB vengono eseguiti ogni 4 ore e vengono "incrociati" sulle 2 macchine Windows , come pure i backup della parte dati. Ogni settimana, vengono "scaricati" in locale. Il tutto in maniera totalmente automatica gestita da script. Questa, in soldoni, la nostra attuale organizzazione.

Cosa intendi dire quando parli di un mercato non ancora all'altezza, eredità del gap tecnologico che in molti casi accumuliamo?

Intendo dire che in Italia, il gap tecnologico mentale dei suoi abitanti è notevole se confrontato con quello degli analoghi Francesi, Inglesi, Tedeschi, tanto per citarne alcuni. E’ inutile avere un PC in casa, se poi, con quel PC, non ci si sa fare niente, perché in molti casi è così. E’ triste dirlo, ma informaticamente parlando, l’Italia, tranne qualche eccellenza, è quasi una nullità e da qui, poi, derivano tutta una serie di “incomprensioni” fra CHI eroga un servizio e CHI lo riceve, proprio perché chi lo riceve, il più delle volte, non sa neppure che cosa sta ricevendo (non dico in che modalità perché sarebbe troppo, ma averne una parvenza…) e quello che ho detto si riscontra nella quotidianità sia sui forum come il vostro, sia sui forum come il mio.

Cloud Computing. Possiamo fare un paragone con il mondo dei mainframe, ovvero spingerci a dire che in futuro molto del lavoro di queste macchine potrà essere fatto da un ambiente di cloud computing?

Il cloud computing è, da una parte un’abile manovra di marketing per vendere dei “servizi Web”, dall’altra è effettivamente innovazione nel modo di vedere e soprattutto concepire il lavoro di tutti i giorni. Diciamo che il Cloud Computing dovrebbe fornire il pieno supporto a quella che si definisce SOA (Service Oriented Architecture).

E’ vero che ormai siamo connessi 24/7, ma è altrettanto vero che esistono realtà, vedi l’Italia in generale, dove questa connessione è palesemente insufficiente.
Io vedo un’ applicazione del paradigma di cloud computing proprio all’ interno di aziende grandi, dove la connettività è di tipo Intranet e quindi non manca e dove i vari servizi che servono per mandare avanti il lavoro quotidiano, anziché risiedere sui vari client, sono locati in accentrato, ovvero su server farm.

Noi lo facciamo già da diversi anni e i risultati sono discreti. Staremo a vedere per i privati. I due problemi più grossi che vedo io sono la sicurezza del dato e le performances, problemi che, i mainframe, con i loro strumenti di sviluppo, sono in grado di garantire in maniera eccellente.

Oggi Microsoft si presenta con Azure, hai avuto modo di dare uno sguardo a questa piattaforma?

Non ho avuto ancora il piacere di testare questa nuova piattaforma, ma il fatto che Microsoft, per la sua suite di operatività di ufficio, ovvero Office, abbia deciso di renderla fruibile attraverso Internet , la dice lunga. Della Tecnologia Azure, fanno parte un S.O., un DB e un ambiente di sviluppo apposito, praticamente tutto quello che si necessita per creare/usufruire di applicazioni. Ovviamente, tali applicazioni, non dovranno essere dei semplici “porting” dalla “filosofia” precedente, ma dovranno essere ripensate e riscritte in toto.

Recentemente abbiamo parlato sulla community di HostingTalk.it di data center, puoi portarci brevemente quelle che sono le tue esperienze nel mondo finanziario e bancario, come cambiano le esigenze rispetto ad altri settori come quello hosting?

Dunque, nelle realtà bancarie è indubbio che la sicurezza del dato, intesa a 360° , sia una questione di primaria importanza per cui vengono presi tutti gli accorgimenti del caso, fisici e burocratici. Fra quelli fisici rientra sicuramente il fatto di dotarsi di propri Data Center, gestiti con personale interno, sviluppati secondo gli standard aziendali. Noi, per esempio, ne abbiamo due che sono l’uno il “backup” dell’ altro in tempo reale, dove sono collocati i mainframe e i server (circa 3000).

Credo che, alla fine, le esigenze di chi possiede un Data Center, siano le medesime, per cui, fra una Banca e un Provider non credo che ci siano grosse disparità, sia come standard costruttivi , sia come standard di gestione. Trattandosi di un argomento molto vasto mi fermo qui.

Non posso non chiederti "cosa vuoi fare da grande?" Come ogni professionista avrai delle ambizioni di crescita, in quale direzione?

Bella domanda: che cosa farò da grande? Beh, guarda, spero proprio di continuare a fare quello che sto facendo ora, perché, ammesso che non si fosse già capito, a me piace moltissimo lavorare in questo ramo e, soprattutto, avere la possibilità di confrontarsi con altre persone in realtà grandi dove c’è la possibilità di venire a “contatto” con le tecnologie più disparate. Perché, secondo me, è solo con il “contatto diretto” e con lo scambio continuo di Informazioni che si riesce a crescere.

Stefano Bellasio
HostingTalk.it

Questa intervista la pubblico affinche gli Utenti di PcTrio sappiano le professionalità e le capacità che ci sono dietro al progetto PcTrio, ed in particolare spendo personalmente un plauso a Ceccus il cui apporto giornalierio è un pilastro essenziale nella vita di PcTrio che ci auguriamo durerà nel tempo.
Wolly

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